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Campanile di San Giuseppe Cafasso |
per ammirare le cupole di San Giovanni degli Eremiti
La chiesa, intitolata in origine a San Giorgio la Kemonia,
ha visto varie edificazioni di carattere religioso a partire da una prima
chiesa risalente al IV secolo dopo Cristo. Vi fu poi una chiesa normanna edificata
per volontà di Roberto il Guiscardo e nel 1130 re Ruggero la unisce
alla chiesa di S.Pietro (Cappella Palatina) e vi stabilisce il cimitero dei
dignitari di corte.
Nel 1207 Federico II fece costruire un monastero destinandolo ai monaci basiliani
greci.
Nel 1307 Federico II d’Aragona, venendo meno il fervore dei basiliani,
l'affidò ai cistercensi e nel fondare l’Abbadia di S. Maria d’Altofonte,
l’unì alla medesima, designandola per gancìa (convento
albergo) degli stesi monaci cistercensi.
La chiesa e il convento passarono poi ai benedettini bianchi di monte Oliveto,
che erano stati costretti ad abbandonare nel 1573 l’originaria chiesa
di santa Maria dello Spasimo per la costruzione del bastione difensivo .
Gli olivetani dopo una permanenza lunga presso la chiesa di Santo Spirito
extra moemia, si trasferirono nella zona del Kemonia quando fu iniziato il
loro convento nel 1745.
Nel 1765 abbatterono la chiesa medievale ed iniziarono la costruzione della
chiesa attuale.
Nel 1774 venne innalzato il campanile, da cui ammiriamo l’area di San
Giovanni.
L’esterno della chiesa conserva forme barocche, mentre la pianta della
chiesa è a croce latina con 8 cappelle
Era originariamente ornata di stucchi e oro. Nell’ala sinistra del transetto
si trova una copia dello “Spasimo di Maria” (eseguita, secondo
Gaspare Palermo, dallo Spagnoletto ma non accettato dalla critica ) dall’originale
di Raffaello, che fu trasportato in Spagna ed oggi al Prado.
Nella prima cappella di sinistra si venera l’immagine del Santissimo
Crocifisso con reliquiario intagliato da Giuseppe Marabitti.
Dalla crociera di sinistra si accede alla sagrestia, dove si trova un sepolcro
di marmo scolpito da Lorenzo Marabitti.
Nel 1953 la chiesa divenne parrocchia e, poiché si trova di fronte
al Carcere Femminile, fu intitolata al sacerdote torinese Giuseppe Cafasso,
canonizzato nel 1947 e elevato a protettore dei carcerati.
La chiesa è accostata al Convento degli olivetani (oggi utilizzato
come alloggio per famiglie di militari) che ha una sua nobiltà architettonica
e che ospita una delle più belle scale di Palermo realizzata da Nicolò
Palma con gradoni, colonne e balaustrate in marmo rosso dell’Ogliastro.